RADICALI LIBERI E SPORT CINOFILO. QUANDO E PERCHÉ? – Medicina Sportiva Veterinaria

Cosa sono i radicali liberi

Fattori predisponenti la produzione di radicali liberi: le temperature FREDDE e l’ESERCIZIO FISICO INTENSO.

Tutti gli organismi che vivono in presenza di OSSIGENO lo utilizzano per respirare e produrre energia. L’utilizzo dell’ossigeno però ha il suo “prezzo da pagare” perché questo composto, quando interagisce con il nostro metabolismo, produce dei composti tossici. I più importanti sono i radicali liberi contenenti ossigeno (ROS Reactive Oxygen Species).

La produzione di radicali liberi è un evento FISIOLOGICO e si verifica normalmente nelle reazioni biochimiche cellulari, soprattutto in quelle che utilizzano ossigeno per produrre energia. Fortunatamente Il nostro metabolismo ha sviluppato degli enzimi per degradare i prodotti “tossici” che esso produce e cerca di mantenere un EQUILIBRIO tra radicali prodotti e radicali eliminati dai nostri sistemi antiossidanti interni.

L’ESERCIZIO FISICO INTENSO, aumentando il consumo di ossigeno da parte delle cellule, aumenta anche la produzione di radicali liberi.

Rischi dei radicali liberi

I radicali liberi SE IN ECCESSO causano  un vero e proprio danno cellulare a cui il corpo non riesce a porre rimedio con i propri sistemi antiossidanti. 

Per capire l’entità di radicali liberi prodotti dallo sforzo fisico gli scienziati utilizzano dei “marker”: gli isoprostani ovvero composti formati  dalla perossidazione catalizzata dai radicali liberi di acidi grassi essenziali. Questi marker di ossidazione si trovano generalmente sia nel sangue che nelle urine. 

  • Negli UMANI  si è visto che questi marker rientrano nei parametri solo 24 ore dopo l’esercizio fisico intenso. 
  • Nei CANI DA SLITTA in attività di ENDURANCE, c’è un significativo aumento di questi marker dopo attività fisica ed il loro aumento è direttamente proporzionale all’aumento di altri parametri che indicano DANNO muscolare. In uno studio venivano considerati cani sottoposti a lunghezze di corsa di 58 km per 3 giorni consecutivi e si osservava che non solo la percentuale di isoprostani aumentava al secondo e terzo giorno di corsa ma contemporaneamente diminuivano le riserve di antiossidanti “interni” come la VITAMINA E.
  • Anche nei cani impegnati in AGILITY lo sforzo fisico è sufficiente a creare un MODERATO  stress ossidativo. (studio che considerava 3 percorsi da 11 ostacoli e 4 tunnel con 5 minuti di intervallo tra i tre percorsi e i campioni venivano presi alla fine dei 3 giri) 

L’affaticamento muscolare e lo stress ossidativo possono contribuire all’incidenza di infortuni. Non si conosce ancora l’esatto impatto dello stress ossidativo sulla percentuale di infortuni ne si conosce con certezza quanto l’integrazione con antiossidanti possa essere utile alla performance. 

Conclusioni

Sicuramente la coesistenza di due variabili che aumentano la produzione di radicali liberi come temperature basse e sforzo fisico intenso ci portano a riflettere su:

  • l’utilità dell’integrazione di antiossidanti nella dieta dei nostri atleti. 
  • non vi sono prodotti o antiossidanti che raggiungono ampio e indiscutibile consenso in letteratura per tutti i tipi di sforzo. 
  • l’utilizzo a LUNGO TERMINE di integratori, può avere effetti controproducenti per cui si sconsiglia sempre l’uso prolungato o in dosaggi non consigliati. 

  • The effect of agility exercise on eicosanoid excretion, oxidant status, and plasma lactate in dogs
    Wendy I Baltzer1*, Anna M Firshman2, Bernadette Stang1, Jennifer J Warnock1, Elena Gorman1 and Erica C McKenzie1 
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